09 maggio 2023

Balneari

Le sentenze della magistratura italiana e europea che respingono i tentativi di rinviare l'applicazione della direttiva Bolkestein sulle concessioni balneari in Italia, suggeriscono che presto scopriremo se le paure dei balneari sono fondate. 

E' pensabile che alla gara per l'assegnazione delle licenze partecipi qualche multinazionale piena di soldi?

Partiamo dai dati che potete trovare qui: in Italia ci sono poco più di 6500 imprese che vivono affittando sdraio e ombrelloni e fornendo altri servizi collegati. Nell'80% dei casi il reddito della famiglia proprietaria o che gestisce tali servizi dipende solo dalla concessione che copre, nel 72% dei casi una superficie inferiore ai 3000 metri quadri. 

60 mila sono le persone impiegate e 260 mila euro l'anno il fatturato medio di ogni impresa, stimato da Nomisma.

Quindi tante piccole imprese in un paese dove la crescita dell'economia è lenta o assente, dove leggi e regolamenti sono, agli occhi di un americano, ostacoli che complicano la possibilità di ottenere guadagni, dove la giustizia è lenta e le sentenze difficili da applicare, dove gli enti locali potrebbero creare ostacoli di ogni tipo all'imprenditore sgradito alla comunità locale, dove trovare persone disposte a lavorare per pochi soldi e con pochi diritti sta diventando difficile, dove...

Insomma, è difficile immaginare che uno straniero con tanti soldi e il desiderio di ottenere profitti possa preferire una licenza per un piccolo stabilimento balneare italiano a tanti altri possibili investimenti in settori in forte crescita e in paesi che offrono prospettive migliori e meno ostacoli.

Perchè, allora, in tanti agitano lo spauracchio delle concessioni in mano agli stranieri?

Naturalmente c'è sempre un pò di inquietudine quando leggi e regolamenti che riducono i vantaggi delle regole non scritte.

Il rischi reali, però, è a mio avviso sono altri due, uno economico e l'altro per così dire politico.

Il rischio economico è di dover pagare per avere (o riavere) le concessioni. Oltre all'esborso c'è anche un problema di coerenza: il fisco potrebbe chiedersi perchè chi ha sborsato molti soldi per la concessione dichiari somme troppo basse.

Il rischio "politico" è che la gara per le concessioni crei tensioni tra i titolari degli stabilimenti con ripercussioni sulla politica locale. Di fronte a un contrasto tra due gruppi di balnerati, contrasto generato dall'assegnazione delle concessioni, gli esponenti di una maggioranza a livello locale potrebbero dividersi.
I partiti che rischiano il contraccolpo hanno quindi interesse a rinviare l'applicazione della direttiva Bolkestein e a usare lo spauracchio delle multinazionali che, chissà perchè, non vedrebbero l'ora di comprarsi un pezzo di spiaggia in Italia.

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