11 novembre 2020

Vaccino Pfizer e vaccino russo

 L'annuncio, lunedì, che il vaccino Pfizer funziona al 90% ha fatto impennare gli indici di borsa. E l'annuncio di un vaccino russo efficace al 92% ?

Ecco il grafico. A sinistra la reazione dell'indice della borsa di Milano e a destra... la borsa non ha reagito all'annuncio dei russi. 

Questioni di credibilità.




08 novembre 2020

La pessima idea di tagliare gli stipendi statali

 Nel bel mezzo di una pandemia che costringe a stare chiusi in casa e causa infinite incertezze personali e economiche, qualcuno ha lanciato l'idea di tagliare gli stipendi statali e magari le pensioni, per riequilibrare i conti o trovare le risorse per aiutare chi si trova a dover chiudere la propria azienda a causa del Covid19.

E' un'idea pessima e cerco di spiegarvi il perchè.

La crisi ha causato un crollo del PIL perchè molte attività economiche sono state costrette a sospendere o a ridurre fortemente la produzione e la vendita di beni e servizi. L'economia in questi casi tende a avvitarsi su se stessa, ovvero la crisi di un settore si estende a un altro settore con un pericoloso effetto moltiplicativo: se i bar e i ristoranti sono costretti a chiudere, per esempio, i loro fornitori (di cibi e bevande, per esempio) sono costretti a diminuire la produzione e così succede ai loro fornitori. 

Per questo motivo si fa ricorso alla cassa integrazione e ad altri aiuti, che servono a compensare le imprese dei danni subiti a causa del lockdown. Non è solo un sostegno a persone e imprese colpite dagli effetti del lockdown ma un sostegno alla domanda.

Tuttavia l'economia con gli aiuti è uguale a quella di prima. 

Intanto perchè gli aiuti non compensano per intero i mancati guadagni, vale a dire la cassa integrazione non mette nelle tasche di chi la riceve gli stessi soldi che aveva prima del Covid19. 

Poi perchè non si può spendere come prima, viste le limitazioni causate dalla pandemia. Finchè la situazione non sarà risolta non potremo viaggiare in aerei affollati, non andremo in discoteca o al bar come facevamo prima.

Infine -ed è la ragione più importante- perchè la crisi economica causata dal Covid19 ha ridotto molte certezze, economiche e non. Chi riceve aiuti sa che il suo posto di lavoro o la sua impresa è a rischio. Spende quei soldi, certo, ma taglierà il superfluo, ridurrà i progetti di investimento o alcuni consumi. E lo farà anche quando la pandemia sarà superata e le principali incertezze spariranno. 

In questo contesto l'idea di ridurre stipendi pubblici e pensioni non può che essere una pessima. 

Come tutti, ma forse meno di altri, questi percettori di reddito consumano meno di prima, perchè sono meno le occasioni per spendere e perchè risparmiano in vista di future necessità (per esempio l'aiuto a un parente o spese mediche impreviste). Dire loro che i loro redditi potrebbero diminuire è un ulteriore invito a non consumare, proprio in un momento in cui l'economia avrebbe bisogno di certezze e di maggiori consumi.

I risparmi per i conti pubblici si tradurrebbero in altri termini in un calo generalizzato dei consumi e si farebbe ancora più fatica in seguito a tornare al livello precedente, con un maggior numero di imprese costrette a chiudere o fallite.

06 novembre 2020

Corso di Contabilità per principianti - 4 - i conti economici

Passiamo ora ai conti economici, che sono quelli comportano la registrazione di costi e ricavi.

L'impresa compra beni e servizi, sopportando dei costi

Poi li trasforma e vende altri beni e servizi, ottenendo dei ricavi.

Anche se in modo approssimativo, possiamo dire che il costo si verifica e va registrato nella contabilità quando l'impresa, acquistando un bene, riceve la fattura (o emette un altro documento, come la busta paga del lavoratore) e il ricavo si verifica e dev'essere registrato quando l'impresa, vendendo un bene, emette una fattura.

I costi si registrano in dare di un conto che indica la tipologia del costo. 

I ricavi invece si registrano in avere di un conto che può indicare la tipologia del ricavo.


Qualche nota.

La fattura è un documento emesso dall'impresa che vende un bene/servizio e destinato a quella che lo acquista, nel quale si specifica solitamente la tipologia dei beni/servizi venduti, il prezzo unitario, la quantità venduta. Per esempio 5 tonnellate di acciaio al prezzo di n euro la tonnellata, per un totale di N euro. 

Questa somma dev'essere registrata nella contabilità di chi vende (e quindi emette la fattura) e di chi compra (e quindi riceve la fattura). 

L'IVA invece non fa parte di costi e ricavi.

Periodicamente, per esempio una volta l'anno, l'impresa somma tutti i costi e tutti i ricavi e quindi l'utile, se i ricavi superano i costi o la perdita, nel caso in cui i costi superino i ricavi.

Infine ho specificato che i costi e i ricavi si registrano quando l'impresa riceve la fattura (costi) o la emette (ricavi) perchè sovente le imprese pagano le fatture in ritardo rispetto alla data di emissione.

Emissione e pagamento (quasi sempre) non avvengono in contemporanea e quindi registrazione della fattura e pagamento sono fatti diversi da non confondersi ai fini della registrazione contabile.

13 ottobre 2020

Il Nobel annunciato, nel 1996

Il Nobel 2020 per l'economia è andato a due docenti americani, Milgrom e Wilson per i loro studi teorici sulle aste che hanno però importanti ricadute pratiche, come le aste per l'assegnazione delle frequenze usate dalle compagnie telefoniche.

E' un premio che si inserisce nella tradizione dei premi degli ultimi 25 anni, almeno. Molti dei quali hanno mostrato aspetti particolari dell'economia, che non possono essere spiegati ricorrendo alla banalità della domanda e dell'offerta che si incontrano, ovvero sostenendo che le cose accadono ma non si sa bene il perchè. 

Come nel recente passato il premio è stato attribuito a chi ha messo in dubbio i fondamenti dell'economia classica, come l'esistenza di informazioni uguali per tutti. E non è un caso che un esperto di aste fosse William Vickrey, Nobel per l'economia nel 1996.

Allora venne assegnato per i contributi alla teoria degli incentivi in situazioni di asimmetrie informative cioè di informazioni diverse per i diversi soggetti che interagiscono. Tema, le asimmetrie informative, per cui vennero premiati nel 2001 tre economisti, Akerlof, Spence e Stiglitz.

Curiosamente nel 1996 il comitato del premio spiegò che gli studi di Vickrey hanno aperto un campo di studi che aveva portato ad applicazioni come le aste dei titoli di stato e delle frequenze (more recently, has also been extended to practical applications such as auctions of treasury bonds and band spectrum licenses).

In pratica un annuncio del premio del 2020.

29 settembre 2020

Corso di Contabilità per principianti - 3 - i conti monetari

Abbiamo visto che se si versano 100 euro su un conto corrente bancario, vengono registrati in dare del conto, mentre in avere si registrano i soldi che escono dallo stesso conto. Lo stesso vale per altri conti che svolgono la stessa funzione. 

Per esempio il conto cassa. Un'azienda ha un cassa per incassi e pagamenti di piccoli importi, oppure è un esercizio commerciale con molti clienti. Come per i conto corrente bancario quando l'impresa incassa 100 euro, li registra in dare del conto Cassa e quando paga usando i soldi in cassa (120 euro in questo caso) registra la somma in avere dello stesso conto.


Cassa e c/c bancario sono due conti simili. Appartengono ai conti detti monetari o finanziari. Per questi vale la regola che quando l'impresa incassa ovvero quando le somme entrano nel conto dell'impresa i soldi si registrano in dare e, viceversa, in avere quando le somme escono. 

Ci sono anche conti che registrano crediti e debiti. Funzionano allo stesso modo: quando l'impresa ha un credito, questo si registra in dare del conto che indica verso chi l'impresa ha un credito  


e quando sorge un debito per l'impresa si registra in avere di un conto che indica verso chi l'impresa ha un debito:


Perchè un credito si registra in dare proprio come un incasso? 

La ragione è semplice: se una impresa vende qualcosa può incassare subito l'importo della vendita e quindi registra in dare di un conto bancario o della cassa. Oppure può incassare i soldi in un secondo tempo, e allora si registra il credito come fosse un incasso cioè in dare. I crediti in fin dei conti sono (se i cliente sono solventi cioè se pagheranno) soldi che l'impresa incasserà in futuro.

Lo stesso vale per i debiti, che si registrano in avere, proprio come in avere registra il pagamento che comporta un'uscita di cassa o dal conto bancario o da un altro conto.

Un'ultima cosa. Se il credito si registra in dare di un conto, cosa succede quando il debito non c'è più perchè il cliente ha pagato?

Crediti e debiti si estinguono, con una operazione "speculare". Il credito che viene meno si registra in avere dello stesso conto. 

L'estinzione può anche essere parziale. Ad esempio il cliente paga solo 80. In questo caso al posto di 100, in avere registriamo 80 e il conto ci dice che l'impresa ha ancora un credito di 20: 


La stessa cosa funziona con i debiti. Quando il debito sorge, si registra in avere e quando si estingue, in tutto o in parte, la registrazione avviene in dare dello stesso conto:



27 agosto 2020

Corso di Contabilità per principianti - 2 - il Conto

Iniziamo dal conto, termine che può spingerci a pensare al conto corrente bancario o postale, usati per fare e ricevere pagamenti, versamenti, prelievi. Se il conto corrente (c/c per brevità) è quello di una impresa, le somme che entrano e escono devono essere registrate. Come?

Anzitutto prendiamo un foglio e dividiamolo in due parti uguali con una linea verticale. Oppure prendiamo due colonne in un foglio di calcolo su un computer.

Chiamiamo dare la colonna di sinistra e avere la colonna di destra, e diamo un nome al conto.

Quindi stabiliamo delle regole. 

Una somma si registra nella colonna di sinistra (in dare) quando viene versata sul conto. 100 euro possono entrate sul conto attraverso un bonifico, un versamento in contanti, un assegno, eccetera. Non importa come: in ogni caso la somma si registra in dare. Naturalmente insieme al versamento si registreranno altri dati, come la data e la causale, ma quel che importa qui è che se una somma entra in un conto si registra a sinistra cioè in dare. 

Se invece una somma esce dal conto, si registra in avere cioè nella colonna di destra. Accade in caso di pagamento con bonifico bancario o assegno o prelievo.

Ecco due esempi: 

1) versamento di 100 euro in contanti sul conto corrente bancario


 2) pagamento di 120 euro tramite il conto corrente bancario


Siccome il conto è lo stesso, dopo una serie di utilizzi, il conto apparirà così:


La differenza tra il totale in dare e il totale in avere indica il saldo del conto.

Dunque abbiamo imparato che un conto è diviso in due parti e che alcune somme si registrano in dare  (nella colonna di sinistra) e altre in avere (nella colonna di destra). 

Per ognuna delle poche categorie di conti impareremo quando una somma va in dare e quando in avere. Alla prossima!

24 agosto 2020

Corso di Contabilità per principianti -1- Introduzione

Vorrei provare a mettere insieme un corso di contabilità di base, destinato a chi non sa nulla di contabilità e quindi di bilanci e vuole imparane i principi di base. 

La contabilità che ci interessa riguarda l'impresa, che è un'organizzazione più o meno complessa che produce e vende beni e servizi e per farlo usa, e quindi acquista, altri beni e servizi.

Il panettiere produce il pane (e altri prodotti) e per farlo ha bisogno di prodotti come la farina, di macchinari, di lavoro, energia elettrica, di locali di produzione e vendita, e così via.

La contabilità delle sua impresa registra i ricavi, ovvero le vendite espresse non in kg di pane ma nel loro valore economico, e i costi sopportati per l'acquisto e l'uso di farina, ingredienti vari, energia elettrica, macchinari, lavoro dei panettieri, affitti, eccetera.

Periodicamente la contabilità dirà al proprietario della panetteria se i ricavi sono superiori ai costi, ovvero se il valore di quel che vende supera il valore degli acquisti, ma anche il valore dei debiti e dei crediti e molto altro.

Il compito della contabilità è registrare tutto questo in modo puntuale e veritiero, come vedremo in seguito.

18 agosto 2020

Cesare Romiti

Chi era davvero Cesare Romiti, per 25 anni al vertice di Fiat?

Come molti grandi colossi industriali, nel corso della sua storia Fiat ha attraversato momenti difficili in cui sono stati necessari enormi capitali per coprire le perdite e investire in nuovi prodotti. In uno di questi momenti, Mediobanca a cui per decenni le grandi imprese in difficoltà hanno chiesto aiuto,  ha mandato a Torino Cesare Romiti, col compito di rimettere ordine in un'azienda in crisi e di trovare le risorse per evitare guai peggiori.

Romiti ha svolto bene quel compito, difficile, difficilissimo visto il contesto, la crisi petrolifera nell'Italia degli anni '70 con i suoi forti contrasti sociali, e un contesto internazionale che rischiava di mettere in dubbio l'impiego dei capitali di Gheddafi a favore di Fiat. 

La marcia dei 40 mila, la ristrutturazione della Fiat con migliaia di licenziamenti, lo scontro coi sindacati, i rapporti con la Libia, sono fatti che possono essere giudicati in tanti modi ma fanno parte del lavoro del Romiti risanatore di Fiat. Doveva rimettere in sesto i conti, trovare i soldi e dare un futuro economico-finanziario e, comunque la si pensi, l'ha fatto.

Poi c'è stato un Romiti chiamato a fare scelte strategiche di lungo periodo, a decidere il futuro di Fiat come delle imprese e delle partecipazioni azionarie che, insieme ai figli, ha controllato e gestito dopo essere uscito da Fiat.

Questo Romiti non ha saputo fare grandi scelte. Ha cambiato il dna della Fiat, scontrandosi con Ghidella e alleggerendo il peso nell'automobile senza tuttavia dare un'identità al gruppo perchè le scelte finanziarie si sono rivelate perdenti, come quelle che ha fatto dopo essere uscito dall'azienda torinese.

E' prevalso in altri termini un Romiti "ragioniere", capace di fare i conti e tagliare i costi e poco capace di capire i prodotti, i mercati, e il futuro dei diversi settori economici.

A Gianpaolo Pansa che lo intervistava, spiegò che uscire da SEAT, ceduta a Volkswagen, voleva dire ridurre i debiti di Fiat ottenendo un risparmio nella spesa per interessi superiore all'utile pagato da SEAT a Fiat. 

Una scelta prudente che però si rivelò perdente perchè Romiti non capì che la Spagna, da poco uscita da una lunga dittatura, stava per diventare uno dei paesi economicamente più dinamici d'Europa e quindi SEAT sarebbe crescita a ritmi elevati. 

Anni dopo, Romiti espresse riserve sull'acquisto di Chrysler da parte di Fiat, citando le preoccupazioni di qualche anno prima quando Chrysler poteva essere acquistata da Fiat. Forse non comprendeva i vantaggi industriali e commerciali di entrare, grazie a un marchio famoso (Jeep), nel mercato americano. 

Insomma ci sono stati due Romiti. Quello che ha salvato un'impresa in grande difficoltà e quello che non è riuscito a dargli un futuro florido. Che invece altri, a cominciare da Marchionne, hanno disegnato. 

29 luglio 2020

Il Piano Marshall europeo: grandi passi avanti e moniti per il futuro


Un articolo dalla prospettiva Italo-spagnola, che celebra la svolta storica delle politiche europee con tutti i vantaggi ottenuti, al tempo però che avverte su quali punti i Paesi mediterranei dovranno continuare a tenere gli occhi aperti nei prossimi tempi.

Vantaggi: 1.Sforzo comunitario senza precedenti, (anche se i primi fondi arriveranno da metà anno prossimo). 2.Italia passa da storico contribuente al bilancio  UE a beneficiario netto e a condizioni molto vantaggiose. 3.Potenziale cambio storico di prospettiva, da un decennio di austerity si passa a indebitamento comunitario.

Moniti: 1.Evitare rischio di reintrodurre troppo presto di Patto di Stabilità con i vecchi parametri rigidi su deficit e debito pubblico, così come che venga annullato prima del dovuto il piano straordinario di acquisto di titoli di Stato a tassi d'interessebassi da parte della BCE, i Paesi nordici potrebbero infatti riprendersi più rapidamente e a quel punto fare pressione su questi due punti che invece resteranno fondamentali per Italia, Spagna, Portogallo e Grecia per non rischiare di vanificare tutto lo sforzo di questo accordo europeo. 2.Possibili grattacapi per chi non condivide alcune raccomandazioni europee, come ad esempio la coalizione di governo spagnola che mirava proprio ad abolire riforme difese dall'Europa. 3.Rinuncia, di nuovo, ad un forte potere centrale europeo e  ad investimenti diretti della Commissione Europea, in favore di un sistema che rimane ancora molto inter-governativo con i suoi limiti.

Per approfondire e leggere l'articolo per intero, clicca qui

28 giugno 2020

PIL a -12% ma....

Scuola e sanità. Sono questi i due settori pubblici che hanno bisogno di più risorse per i mesi (o gli anni) a venire, se la minaccia Covid 19 continuerà a influenzare la nostra vita, magari indirettamente attraverso la paura di un'altra emergenza sanitaria.
Quanti soldi servono  per avere una sanità in grado di affrontare eventuali future emergenze e per una scuola con i giusti spazi per gli studenti? 

Per quanto riguarda la sanità si parla di 35-37 miliardi, che in gran parte dovrebbero arrivare dall'Europa, mentre sulla scuola potremmo ricordarci dei tagli della ministra Gelmini, 8 miliardi. Tenuto conto del tempo trascorso e della necessità di nuove aule per distanziare gli studenti, possiamo immaginare che serva il doppio. 

In totale si tratterebbe di un altro cinquantina di miliardi, ovvero più del 3% del PIL (nel frattempo calato) solo per rendere più efficienti scuola e sanità. E se questo significa da un lato un aumento del PIL superiore al 3%, dall'altro vuol dire che per sistemare i conti in futuro serviranno più imposte a carico dei cittadini. Che negli ultimi anni si sono spesso sentiti dire che era opportuno "tagliare le tasse" e che forse usavano i tagli per andare più spesso al bar o in pizzeria. Oggi che il covid tiene lontano gli italiani dai locali, il risparmio sta crescendo. Segno che possiamo pagare più imposte per il bene nostro e dei nostri figli rinunciando all'apericena o alla pizzeria. Ricordandoci che ogni euro speso in più nella scuola e nella sanità ci fa vivere meglio e fa salire un PIL oggi più che mai in difficoltà.

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