20 gennaio 2019

Bankitalia vs Di Maio: chi ha ragione e perché

Banca d'Italia rivede al ribasso le stime di crescita del 2019. Il governo aveva corretto la previsione di una crescita del PIL: dall'1,5% all'1%. Secondo la Banca d'Italia invece il PIL crescerà dello 0,6%, dato che ha suscitato la reazione del ministro Di Maio che ricorda che le previsioni in passato si son rivelate errate.

Per capire chi ha ragione, vorrei provare a fare una piccola simulazione numerica.

Immaginate che il PIL di un ipotetico stato sia nel 2017 pari a 1000 e crescente nel corso dell'anno. E quello che succede quando una economia va bene. Nel primo trimestre il PIL è 247, nel secondo 249 ecc.. La crescita è sempre di 2.

La crescita continua nei primi due trimestri del 2018 per poi diminuire nella seconda metà dell'anno: è quello che sta succedendo in Italia. La Banca d'Italia ha infatti segnalato che i dati disponibili suggeriscono un calo del PIL anche nell'ultimo trimestre del 2018. Tutto questo è sintetizzato nei dati che trovate qui sotto (per adesso non guardate i numeri rossi).


2017 2018
1° trimestre 247 253 253
2° trimestre 249 255 253
3° trimestre 251 254 253
4° trimestre 253 253 253
PIL annuo 1000 1015 1012
% variaz
1,5% 1,2%

Come potete leggere, con queste ipotesi il PIL risulta cresciuto nel 2018 dell''1,5% rispetto al PIL 2017, ma è bene osservare che questa crescita dipende in gran parte dal trend crescente del 2017 vale a dire dal fatto che il PIL di ogni trimestre del 2017 è stato superiore al precedente.

E qui entrano in gioco i dati in rosso. Immaginiamo che nel corso del 2018 il PIL non cresca e che i valori non siano quelli in nero della colonna 2018 ma quelli scritti in rosso. In questo caso il PIL 2018 risulta pari a 1012, l'1,2% in più del 2017. Quindi se nel corso del 2018 non ci fosse alcuna crescita, il PIL risulterebbe comunque in crescita rispetto all'anno prima.

Allora possiamo dire che la crescita pari al 1,5% del PIL 2018 rispetto al PIL 2017 è per l'1,2% ereditato dal 2017 e per il restante 0,3% dovuto a quanto successo nel corso del 2018.

Se la variazione del PIL di un anno dipende in parte da quanto successo l'anno prima, aggiungiamo un ipotetico 2019 ipotizzando che il PIL diminuica nel primo trimestre e poi riprenda a salire. Anche queste sono ipotesi realistiche (il PIL è in calo ed è probabile che il calo continui a inizio 2019) e concordano con quanto afferma il governo che dice che la manovra è espasiva ma molte misure avranno effetto solo a partire da aprile.


2017 2018 2019
1° trimestre 247 253 252
2° trimestre 249 255 254
3° trimestre 251 254 256
4° trimestre 253 253 258
PIL annuo 1000 1015 1020
% variaz
1,50% 0,49%

I numeri dicono che il PIL 2019 cresce dello 0,49% ovvero molto più lentamente del 2018 quando s'è registrato un 1.5%. Questo perché il calo nella seconda metà del 2018 e nel primo trimestre 2019 (rispetto al trimestre precedente) porta nel 2019 un calo del PIL dello 0,3%.

Se non ci credete, al posto dei valori del 2019 scrivete 253 ovvero ipotizzate che nel 2019 non si cresca rispetto all'ultimo trimestre 2018, e fate i conti. 

Dunque abbiamo fatto alcune ipotesi realistiche: che il PIL diminuisca nel primo trimestre 2019 oltre che nella seconda parte del 2018, per poi risalire a partire dal secondo trimestre cioè da quando saranno opeative quota 100 e il reddito di cittadinanza. I numeri suggeriscono un calo del PIL 2019 che tuttavia resta positivo, perchè s'è ipotizzata una ripresa a partire dal secondo trimestre. 

E tutto questo è proprio quello che ha spiegato Bankitalia: visto il calo che si sta registrando in questi mesi e con i dati disponibili, il PIL del 2019 risulterà positivo ma in forte calo rispetto alle previsioni.

Nessun commento:

Posta un commento

Link Interni

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...