13 agosto 2018

Di Maio sullo spread

Trovo molto gravi le parole di Di Maio al Corriere: "se qualcuno vuole usare i mercati contro il governo sappia che non siamo ricattabili. Non è l'estate del 2011 e a Palazzo Chigi non c'è Berlusconi, che rinunciò per le sue aziende"

Gravi perché confone pericolosamente l'interesse di una persona o di un gruppo di persone (partito o movimento) con gli interessi dell'Italia.

La speculazione colpisce dove c'è un problema. Se, come accade in Turchia, c'è un elevato tasso di inflazione e la banca centrale tiene troppo bassi i tassi, lo speculatore pensa che prima o poi la moneta è destinata a svalutarsi e scommette su questa possibilità.

Il politico può invocare il complotto o un intervento divino ma non può nulla contro uno squilibrio perché lo speculatore capisce che il prezzo di un'azione, un cambio tra due monete, un tasso di interesse, prima o poi si modificheranno.

E' stato così nel 1992 con la svalutazione della lira italiana: c'erano le condizioni (la lira era una moneta debole di una economia con più inflazione e conti pubblici disastrosi) perchè accadesse ed è successo.

Il politico può pensare per tempo a tenere a posto i conti e a fare politiche economiche che rafforzino l'economia o, in Italia, a allontanare le ipotesi si uscita dall'euro. In caso contrario lo speculatore fa il suo mestiere e si ferma solo se esiste una istituzione come la BCE con somme a disposizione talmente grandi da sconfiggere lo speculatore.

Di Maio sembra pensare che lo speculatore voglia imporre agli italiani misure economiche sgradite, come nel 2011 con il governo Monti, e che lo faccia attraverso il ricatto del politico. Per cui politici non ricattabili finirebbero per non imporre nulla.

Purtroppo non ha capito che le misure di Monti furono la conseguenza di errori fatti dal governo Berlusconi che rimase fermo di fronte a conti pubblici in peggioramento e pertanto stimolò la speculazione a vendere i titoli di stato italiani facendo salire lo spread. Senza le scelte di Monti il problema sarebbe rimasto, per la gioia degli speculatori, e alla fine il conto per gli italiani sarebbe stato più salato. Di Maio non lo capisce (o finge di non capirlo), rischiando di creare grossi problemi agli italiani.

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