09 giugno 2010

La confusione in Chiesa


No, non sto parlando della Chiesa, anche se Benedetto XVI ce l'ha messa tutta per confondere le idee in tema di finanza. Sto parlando di Giulietto Chiesa che in questo articolo spiega che siamo in mano a una elite di banchieri che piegano il mondo agli interessi del consumatore sovraindebitato americano.

Un articolo poco convincente, che non spiega perchè i mercati sono crollati. Se era interesse di qualcuno far pagare al resto del mondo il debito americano sarebbe stato interesse far funzionare bene le economie: se chi deve pagare se la passa male, si rischia che non paghi.

Un paio di passaggi in particolare dimostrano la debolezza dell'analisi di Chiesa.

Il primo dice che i mercati finanziari sono crollati per conto proprio. Il secondo osserva che Giappone e Argentina sono usciti bene dalla crisi nazionalizzando il debito statale.

Ora, non solo il Giappone deve ringraziare l'elevato risparmio interno che finanzia un debito pubblico elevatissimo, attorno al 200% del PIL. Ma come non ricordare che l'Argentina è fallita, che le conseguenze hanno colpito soprattutto i più poveri, i redditi bassi mentre i vantaggi da sempre in quel paese sono stati esclusiva dei ricchi che hanno contrastato con ogni mezzo, anche dopo il default, i tentativi di far pagare le imposte.

E come non ricordare che l'Argentina ha cercato di superare le contraddizioni economiche proprio con operazioni sulla moneta (la parità peso-dollaro) che, una volta diventate insostenibili, hanno provocato il disastro economico.

Le fughe di capitali hanno innescato la crisi economica iniziata nel 2008, replicando uno scenario già visto in Asia 10 anni prima. I mercati finanziari non sono "crollati in proprio", come spiega Chiesa (brutto modo per dire che non si sa il perchè sia successo), ma perchè chi aveva prestato soldi agli americani, vedendo rischi crescenti ha portato via precipitosamente i capitali, lasciando molte imprese senza la possibilità di finanziarsi

Lo testimonia la tabella che trovate qui. Si elencano decine di banche e imprese che hanno prima ricevuto dallo stato e poi restituito allo stato centinaia di miliardi di dollari. La ragione è semplice: a un certo punto i capitali sono fuggiti. Le imprese, non potendo più finanziarsi sui mercati, si sono rivolti ai governi, salvo restituire i soldi una volta che sono tornati disponibili i capitali sui mercati.

In Europa in questi mesi sta succedendo la stessa cosa. Sono sotto tiro gli stati. La Grecia non trova capitali sui mercati finanziari e deve chiederli agli altri partner europei.

Non occorrono dunque complicate teorie che coinvolgono banche centrali, banche private, elite misteriose e quant'altro per spiegare cosa succede, nè per trovare i colpevoli o esprimere dubbi sui piani per affrontare le crisi.

Basterebbe rispolverare Keynes o la Tobin tax o leggere Stiglitz per capire quali danni può provocare la liberalizzazione del mercato dei capitali e per capire dove trovare le spiegazioni e le soluzioni per quanto sta accadendo.

E neppure occorre tirare in ballo misteriose elite di banchieri per spiegare che da decenni prevale in quasi tutti i paesi occidentali una politica di destra, conservatrice, liberista che ha come fine principale, anche se spesso non lo si dice, la redistribuzione della ricchezza a favore dei più ricchi e a sfavore dei più poveri. Basterebbe leggere L'America in pugno di Susan George, Feltrinelli, per capirlo. Poi, se non basta, si può sempre inventare una nuova teoria, magari meno confusa di quella offerta da Giulietto Chiesa.

17 commenti:

  1. Grande Gian!
    Bell'articolo! :)

    RispondiElimina
  2. Giulietto Chiesa10 giugno 2010 15:34

    Comico. Ma chi ha detto o scritto che i mercati sono crollati per conto proprio? Non io
    Secondo l'Argentina è fallita per togliersi dalla trappola del FMI. E adesso sta molto meglio.
    Il Giappone, appunto, non ha fatto come l'Europa e finanzia il suo debito con il risparmio interno. "Per legge dello stato"- Esattamente quello che propongo io. Oltre a nazionalizzare la Banca d'Italia e a rendere pubblica la Banca Centrale Europea.

    RispondiElimina
  3. Nazionalizzare bankitalia? è già dello Stato, a meno di inventarci una nuova frottola e contraddire sentenze di cassazione.
    Rendere pubblica la BCE? Ossia un'istituzione della comunità europea? Ci può essere qualcosa di più pubblico?
    Soliti slogan..

    RispondiElimina
  4. Articolo di Chiesa

    "Quando i mercati finanziari sono crollati per conto proprio, ecco questa gang mondiale correre in soccorso alle banche truffatrici per salvarle. Con cosa? "

    Sembra proprio essere scritto dal sig. Chiesa, che forse, come Berlusconi, in corso della stessa conferenza stampa, riesce a cambiare idea e ad affermare di non aver mai detto quelle parole "perché non gli appartegono".

    RispondiElimina
  5. Lei ha scritto, nell'articolo citato: "Quando i mercati finanziari sono crollati per conto proprio, ecco questa gang mondiale correre in soccorso alle banche truffatrici per salvarle."

    Per cui il suo commento "Ma chi ha detto o scritto che i mercati sono crollati per conto proprio? Non io " si commenta da solo...

    RispondiElimina
  6. Un mio articolo sul signoraggio
    http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2010/6/11/FINANZA-Quanto-ci-costa-il-signoraggio-delle-banche-centrali-/91568/

    RispondiElimina
  7. Ciao Giovanni, c'eravamo sentiti un paio d'anni fa. La tua previsione era che entro 20 mesi sarebbe cambiato tutto e sarebbe scomparsa la moneta come la conosciamo... avevamo pure scommesso una birra....

    Poco male, visto che non mi piace

    RispondiElimina
  8. Sull'Argentina, per rispondere a Giulietto Chiesa: l'Argentina è un paese con un 15-20% di popolazione povera e una distribuzione della ricchezza molto diseguale.

    E' davvero difficile pensare che il disastro del 2002 abbia migliorato le cose. Ha fatto salire i tassi di povertà mentre i ricchi avevano pensato per tempo a trasferire altrove i loro capitali

    Una parte del debito poi si è riversato sui risparmiatori di altri paesi, rimasti con titoli di stato argentini in mano e poche prospettive di recuperare la somma investita.

    C'è stata la ripresa dell'economia argentina? Certo ma non perchè si sono liberati del debito pubblico, tant'è che a inizio 2010 la presidente puntava a impossessarsi delle riserve in valuta della banca centrale per gestire i titoli pubblici in scadenza nell'anno.

    Segno evidente che restano attuali i problemi di bilancio di un paese in cui negli anni scorsi s'è assistito a un duro scontro tra i produttori di beni agricoli, su cui grava la principale imposta del paese, e il governo intenzionato a chiedere loro maggiori sacrifici.

    Non è stata la riduzione del debito pubblico argentino la vera causa della ripresa. Se il governo poi dovesse gestire in prima persona la banca centrale, si tornerebbe ai tempi dell'inflazione a 2-3 cifre. E si sa che l'inflazione aiuta chi possiede immobili e capitali che può portare all'estero, non certo chi vive del proprio stipendio.

    Quindi l'idea di mettere le banche centrali nelle mani dei governi è degna della destra più estrema che vuol ridistribuire la ricchezza dai poveri ai ricchi

    Piuttosto la ripresa argentina si spiega in 2 modi.

    Prima di tutto la moneta argentina s'è svalutata e di molto. Prima del default con 1 dollaro si otteneva 1 peso. Oggi quasi 4 pesos.

    La parità dollaro-peso ha fatto sì che chi produceva nel continente sudamericano spostasse le produzioni verso il Brasile e altri paesi lasciando a casa i lavoratori argentini. La svalutazione del peso (che rende più poveri i consumatori che acquistano beni stranieri) ha rimesso le cose a posto. E quindi la ripresa si può benissimo spiegare con la svalutazione.

    E inoltre si può spiegare la ripresa dell'economia argentina con la crescita molto rapida dei prezzi dei beni agricoli verificatasi in particolare nel 2008

    Tale aumento dei prezzi e all'origine dei circa 40 miliardi di dollari posseduti dall'Argentina presso la Banca dei Regolamenti Internazionali su cui vorrebbero mettere le mani i creditori dello Stato argentino e su cui c'è un contenzioso

    RispondiElimina
  9. Ciao Gian,
    allora tu sei quello che un paio di mesi fa mi ha scritto che non era cambiato nulla e non c'èra nessuna crisi. E me lo scrivevi proprio nei giorni in cui la Bce, stracciando ogni idea e lettera del trattato di Maastricht, interveniva per salvare la Grecia.
    Hai ragione, avevo previsto che tu avresti capito. Mi sono sbagliato.

    Carina la tua interpretazione della crisi Argentina. Carino anche il fatto di aver omesso che la ripresa (anni 2003-2004) è avvenuta anche per l'utilizzo di moneta locale, stampata dalle provincie. Poi, ripresa l'economia, il FMI ha imposto il ritorno ad una banca centrale e ad una moneta creata a debito.
    E siamo ad una nuova crisi.

    RispondiElimina
  10. ho semplicemente ricordato la tua previsione di una moneta che sarebbe scomparsa entro 20 mesi

    Una previsione errata basata sulle balle sul signoraggio che sposavi (oggi non so..)

    Se in Argentina si usavano le monete locali è per l'assenza di monete di altro genere. Ma le crisi non si risolvono con monete sparse a piene mani e neppure con le monete alternative. Non si vendono i prodotti agricoli all'estero perchè in patria si adotta una moneta diversa

    RispondiElimina
  11. L'argentina è fallita per un problema fiscale. Detto in parole povere lo stato non sapeva nemmeno cos'era un vincolo di bilancio, spendeva in maniera dissennata e incassava pochissimo fin dai tempi di Peron negli anni 60. I deficit che venivano sistematicamente coperti con la stampa di moneta hanno causato decenni di iperinflazione che ha impoverito la popolazione. Il cambio fisso negli anni'90 che lascio indenne lo squilibrio spese contro entrate correnti rese necessario le vendite patrimoniali per evitare i deficit.
    Una volta che finirono i disinvestimenti l'argentina collezionò gli antichi deficit che portarono lo stato in bancarotta nel giro di pochi anni, ma fu il colpo di grazia di un percorso durato decenni.
    Riassumere tutto attraverso le trappole dell'FMI farebbe consigliare a giulietto chiesa di occuparsi di scie chimiche materia in cui probabilmente ha un minimo di competenza in più.

    RispondiElimina
  12. "Una previsione errata basata sulle balle sul signoraggio che sposavi (oggi non so..)"
    Visto che propina ancora la balla del guadagno di 104 euro ogni 100 euro emessi direi che a queste fandonie ci crede ancora.

    RispondiElimina
  13. Infine leggo un pezzetto della lunga schifezza scritta dal Passalli
    "Al contrario, il volume “Economia Monetaria” di Bagliano e Marotta (Il Mulino, pag. 18), riporta invece: “In linea di principio, la creazione di base monetaria in condizioni di monopolio dà la possibilità alla banca centrale di ottenere redditi (il cosiddetto signoraggio) pari alla differenza tra i ricavi ottenibili dall’investimento in attività finanziarie e reali e i (trascurabili) costi di produzione”.
    "Quindi, secondo gli autori, la differenza non è tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita dei titoli (cioè il nostro1% nell’esempio di sopra), ma tra il ricavo e il costo di produzione della moneta (cioè inclusi i 100 euro nell’esempio di sopra). "

    C'è da spiegare a Passalli che "ricavi derivanti dall'investimento nelle attività finanziarie" sono gli interessi non il valore nominale delle attività finanziarie.

    RispondiElimina
  14. A parte il fatto che il mio cognome è Passali (con una sola elle) non ho parlato di 104 euro di guadagno, poiché in realtà sarebbero di guadagno se il debito fosse pagabile.
    Ma dato che non lo è, rimane il vincolo del debito, che costituisce una struttura di potere del sistema bancario nei confronti di tutto il sistema economico. Siccome il debito è impagabile, si può solo far crescere il debito stesso. Lo dice la matematica e lo conferma la realtà che stiamo vivendo. Ma voi negate tutto, a costo del ridicolo.
    Del resto, non sono stato io a scrivere per email "Io penso che il sistema monetario non cambierà di una virgola e che non c'è alcuna crisi, pericolo, problema".

    RispondiElimina
  15. che spasso certe teorie sballate... il debito impagabile! Ma chi è il creditore? Chiunque sia è così fesso da prestare soldi che nessuno restituirà mai!

    Confermo quel che ho scritto: il sistema monetario non è cambiato e non è mai entrato in crisi. L'euro c'è anche se a marzo 2008 avevi previsto sarebbe scomparso entro 20 mesi

    E' entrata in crisi l'economia, che è cosa ben diversa dal sistema monetario

    RispondiElimina
  16. "A parte il fatto che il mio cognome è Passali (con una sola elle) non ho parlato di 104 euro di guadagno, poiché in realtà sarebbero di guadagno se il debito fosse pagabile."
    Questa frase non ha né capo né coda ed è priva di qualsiasi logica. La matematica mi dice che dovresti ristudiarti le tabelline, le somme e le sottrazioni.
    Per il resto dimostri di non sapere cosa è un reddito e cosa è un'obbligazine classico da chi non ha mai aperto un libro di ragioneria.
    Il debito pubblico è ripagabile nel tempo basta avere surplus fiscali lo dice la matematica, lo capisce un bimbo delle elementari ma a quanto pare per te è un pensiero troppo esagerato.
    E poi hai parlato di 104 di guadagno, per chi sa leggere.

    RispondiElimina

Link Interni

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...