20 marzo 2011

Quello che i neoborbonici non vi racconteranno mai - 2

Proseguiamo con Castronovo, L'industria italiana dall'Ottocento a oggi, Mondadori

I neoborbonici spiegano che il tonnellaggio totale delle navi ai tempi dei Borboni era molto elevato, ma non raccontano che "nonostante il sensibile aumento del naviglio, la maggior parte delle imbarcazioni era dedita alla pesca e al piccolo commercio costiero...si spiega pertanto come il tonnellaggio medio della flotta mercantile napoletana fosse soltanto un terzo di quello del Regno di Sardegna".

Ricordano che la prima ferrovia italiana è nata nel napoletano, ma non ricordano che mentre le ferrovie inondavano il resto d'Europa, "a Napoli c'erano più chiacchiere che fatti" e che, come ricordava il ministro delle finanze De Ruggiero nel 1849 "non vi era quasi viaggio nel quale non si aveva a soffrire un sensibile ritardo, dovendosi di necessità chiamar quasi sempre i soccorso di un'altra macchina.. [a causa dello] stato deplorevole delle locomotive...quasi tutte inutili al servizio".

E cosa pensare dei vari record del Regno delle Due Sicilie citati dai neoborbonici? Castronovo non li nega: "Napoli [aveva] la corte più fastosa, l'aristocrazia più agiata e sfavillante, l'esercito più numeroso, la marineria più consistente" ma contestualizza il tutto. "Tutt'intorno [c'erano] il deserto desolante dei latifondi, le campagne più povere e depredate, le strade meno praticabili, i contadini più sfruttati, la popolazione più analfabeta."

Il confronto con l'Italia centro-settentrionale non lascia dubbi: altrove c'erano "maggiori potenzialità di sviluppo, in primo luogo per gli effetti positivi indotti dal rinnovamento sia pur parziale dell'agricoltura e dal rifiori del movimento commerciale, per l'esistena di numerosi corsi d'acqua in grado di azionare le prime macchine... inoltre le filande e gli opifici [della] fascia prealpina..potevano disporre di ampi circuiti commerciali lungo le vie di comunicazione"
"In secondo luogo l'industria del nord poteva contare su un più alto indice di consumi interni: più articolato, meno ristretto era infatti lo scenario delle classi sociali e dei redditi famigliari. Infine la struttura urbana era più densa che nel mezzogiorno, più ricca di piccoli e medi centri".

Qui il precedente articolo sui neoborbonici

20 commenti:

  1. Quante menzogne, intanto la prima Marina Militare sabauda fu fatta con la flotta borbonica, nel 1847 il Regno delle Due Sicilie vendette sette locomotive al piemonte che evidentemente non aveva le capacita' di farlo in proprio...da studi recenti e' dimostrato che al 1861 il PIL tra nord e sud era uguale... ma basta con questi attacchi ai Borbone e al Sud, perche' non ci date l'indipendenza?

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    1. Impossibile , le locomotive del regno di sicilia erano le Tomphson costruite in inghilterra e montate poi a Napoli . Cambia pusher e poi prendi l'indipendenza

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  2. Dovresti leggere bene:

    1 - non si parla di marina militare

    2 - non si parla di marina dopo l'unità ma prima. E quindi non c'entra nulla con quel che ho riportato l'annessione della marina militare

    3 - il punto poi non riguarda un confronto tra zone diverse d'Italia, ma le caratteristiche della marina mercantile, che nel caso del sud era frammentata, a dimostrazione che non esistevano commerci rilevanti e soprattutto non si importavano materie prime e altri prodotti perchè evidentemente era debole l'industria

    4- che c'entrano le locomotive con le navi? Mescoli pere e mele...

    Peralto in un altro passaggio si parla di locomotive... forse non hai letto

    Se vuoi l'indipendenza, rivolgiti qui: http://www.leganord.org/ , penso saranno entusiasti della tua idea

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  3. Appunto prima, se la Marina Militare italiana era formata dalla flotta borbonica e' perche' questa gia' esisteva prima...Il Regno delle Due Sicilie era l'unico stato italiano che commerciava con le indie ed aveva una nave che partiva da Palermo ed andava in america in 26 giorni e lo faceva per scambi commerciali e non per portare emigranti...

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    1. Siamo abituati a sentire tante balle che quando si dice la verita' e' difficile crederci . Fermiamoci quindi a quanto dimostrabile da dati ufficiali . Il complesso dei traffici in entrata e in uscita dal regno borbonico era notevolmente inferiore , in tonnellaggio e valora , perfino a quelli del piccolo Granducato di Toscana

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  4. In questo articolo si parla anche di ferrovie... inoltre re Ferdinando II, prima faceva i soldi e poi li investiva, quei cento chilometri avevano fatto fare un buon attivo, c'erano gia' molti progetti in atto, purtroppo la conquista del Regno ne impedi' l'attuazione... il sud e' un terreno molto accidentato con l'appennino del pollino, della sila e dell'aspromonte, per questo inizialmente i traffici venivano fatti via mare... per quanto riguarda le locomotive furono costruite nelle officine di Pietrarsa e avevano pure un nome: Corsi, Robertson, Vesuvio, Pietrarsa, Maria Teresa, Etna e Partenope

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    1. No , le ferroie si sono fermate al 1848 . Le locomotive erano
      MONTATE a Casarsa , costruite in Inghilterra

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  5. "Il Regno delle Due Sicilie era l'unico stato italiano che commerciava con le indie ed aveva una nave che partiva da Palermo ed andava in america in 26 giorni e lo faceva per scambi commerciali e non per portare emigranti... "
    Che non centra nulla con quello che ha detto Castronuovo ovvero che la portata media delle flotte commerciali neoborboniche erano un terzo di quelle del regno di sardegna.


    "quei cento chilometri avevano fatto fare un buon attivo, c'erano gia' molti progetti in atto, purtroppo la conquista del Regno ne impedi' l'attuazione..."
    Sembrano le grandi opere di qualche signore dei nostri tempi.

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  6. che poi se vogliamo dirla tutta, Francesco II di Borbone era figlio di Maria Cristina di Savoia a sua volta figlia di Vittorio Emanuele I. Insomma Francesco II era il nipotino del Re sardo piemontese... mentre Carlo Alberto che divenne re era un cugino di tredicesimo grado di Vittorio Emanuele I, e sembrerebbe che il primogenito (vittorio emanuele II) mori' in un incendio e fu sostituito dal figlio di un macellaio, difatti Carlo Alberto era alto 2 metri e 2 centimetri, contrariamente ai genitori longilinei, Vittorio Emanuele II era basso e tarchiato, sarebbe interessante fare il test del DNA su Carlo Alberto( padre) e Vittorio Emanuele II (figlio)...

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    1. eletizia prosperini28 giugno 2012 23:13

      sorry, gli Aosta che discendono da VE II presentano l'inconfondibile DNA di Carlo Alberto.

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    2. eletizia prosperini28 giugno 2012 23:16

      quindi Vittorio Emanuele era figlio di Carlo Alberto

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  7. Senza poi contare che l'estensione delle ferrovie borboniche era ridicolo rispetto a quelle del regno di sardegna, calcolate appena prima dell'unità d'Italia. Sarà un caso, ma ogni volta che leggo di qualche fantomatico "primato" borbonico, dopo poco scopro che si tratta di una bufala o di una storpiatura della notizia vera! La più divertente di tutte è la notizia che ogni tanto si legge che il regno delle due sicilie era il terzo stato più industrializzato al mondo! Di certo in Italia l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è di storici improvvisati che leggono le notizie che vogliono loro e le interpretano a loro vantaggio

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    1. all'epoca il nord aveva le pezze al culo. Napoli era la terza città d'Europa e torino non esisteva neanche sulle cartine geografiche.

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    2. e quei signori grandi e potenti si sono fatti conquistare da chi non esisteva neppure sulle carte geografiche? o qualcuno era fesso o vuole dire che dietro a tanta grandezza non si nascondeva nulla di concreto

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  8. leggete i link allegati alla foto: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10150853708330894&set=a.10150717190005894.390716.90825690893&type=3&theater

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  9. QUELLO CHE I NEGAZIONISTI ANTIMERIDIONALI NON DICONO

    Il Pil pro capite meridionale, al momento dell’unità d’Italia sovrapponibile a quello del resto del paese con un divario inferiore al 5%, passa al 93% rispetto al dato nazionale nel 1891, all’80% nel 1918, e continua a scendere fino al 44% rilevato nel 1995, e tuttora continua a scendere in termini percentuali (Dati estratti da “Il prodotto delle regioni e il divario Nord-Sud in Italia (1861 – 2004)” di Paolo Malanima Istituto ISSM-CNR, Napoli e Vittorio Daniele Università “Magna Græcia”, Catanzaro)
    I numeri dimostrano che la politica economica nazionale dal 1861 in poi ha privilegiato le regioni settentrionali creando e aumentando un divario produttivo e di reddito che inizialmente non esisteva, essendo l'Italia preunitaria tutta indifferentemente arretrata. Il triangolo industriale cominciò a prendere forma solo alla fine dell'1800. Per dare un'idea della mentalità della nostra politica economica nazionale, nel secondo dopoguerra al sud Italia furono destinati solo il 10% dei fondi del piano Marshal, percentuale inferiore al suo peso demografico e nonostante la guerra avesse provocato più distruzioni al sud.
    E più che lecito ritenere che un Regno delle due Sicilie indipendente (o con un unità italiana equa) sarebbe cresciuto al pari delle altre regioni italiane.
    La fandonia che l'arretratezza del sud rispetto al resto di italia fosse un retaggio secolare endemico ha sempre creato nei meridionali un senso di subalternità e di impotenza fatalistica che ha contribuito a creare per decenni un condizione di sostanziale rassegnazione. La consapevolezza invece che in realtà il meridione in passato è stato capace di essere economicamente competitivo rispetto al reato d'Italia prima dell'annessione al Regno di Sardegna non ha solo generato negli italiani del sud rabbia per i torti del passato, ma anche fiducia nei propri mezzi e la voglia di riscatto che può avvenire solo se le sperequazioni della politica economica del passato, che continuano tuttora (basta vedere gli investimenti nelle infrastrutture prevalentemente al nord), cessino .

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    1. il peso scende perchè il pil di altre parti d'Italia sale più di quello del sud e questo dipende solo in piccola parte dalle politiche statali

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  10. Da meridionale non ho mai provato " senso di di subalternità " per nessuno , il sig, 62Beppe parli per s'e stesso e non per per " i meridionali " Ne abbiamo abbastanza di Aprile e venditori di balle varie . Quanto al Pil , il sig. 62 Beppe si legga COME era ripartito questo PIL - TRA NOBILI E CHIESA- mentre il popolo moriva di fame . Si vada a leggere cosa e' successo il Calabria nel 48/48 , si vada a leggere cosa e' successo in Sicilia . Secondo il Sig, 62Peppe , i quartieri Spagnoli di Napoli erano segno di benessere . Il Brigantaggio endemico e di una virulenza e diffusione non riscontrabile in nessuna altra parte del mondo , erano segno di benessere ?

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