07 settembre 2012

Il Direttore Generale di Bankitalia, ente di diritto pubblico



E' di ieri la notizia della riconferma del Direttore Generale di Banca d'Italia, istituto di diritto pubblico incaricato di adempiere alla politica monetaria nel nostro paese, tra cui l'emissione di moneta.
Secondo alcuni teorici del complotto, essa sarebbe una società privata, con addirittura degli "azionisti" e quindi andrebbe preso in mano il Codice Civile, articoli 2325 e seguenti. 
In realtà, come ben sanno i frequentatori di questo blog, la nostra banca centrale, come le altre omologhe europee, sono tutte pubbliche, sia pur con alcune differenziazioni, frutto delle diverse esperienze storiche vissute nei vari paesi. 

Che cosa possiamo trarre dalla notizia dell'avvenuta riconferma del Direttore Generale Saccomanni? Una informazione molto preziosa: se fosse vera l'affermazione per cui la nostra BC sia una società privata, l'organismo di nomina dovrebbe essere un Consiglio di Amministrazione (si badi, così denominato, è un obbligo di legge).

Invece che cosa possiamo leggere nella notizia, passata un po' sottotono, a causa dello scarso interesse che essa suscita nelle menti poco esperte di quasi tutti i giornalisti del panorama italiano?
La Stampa di ieri, ne riportava la notizia in un trafiletto in piccolo a pagina 3, riportando alcune informazioni, tra cui il fatto che ricopre il ruolo dal 2006. Il suo curriculum è di tutto rispetto: laurea alla Bocconi, ha iniziato a lavorare in Bankitalia nel 1967. In qualità di direttore generale è membro del Direttorio della Banca d’Italia e guiderà l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni che sostituirà l’Isvap.
Ma la nomina è la parte più interessante, essendo la Banca un ente di diritto pubblico (art. 1 dello Statuto, quindi non un'oscura e aleatoria disposizione finale scritta in giuridichese), poiché proveniente nientepopodimeno che dal Consiglio dei Ministri! 

(per i complottisti che non saranno caduti in catalessi, spiegherò anche la procedura seguita)

La notizia dell'avvenuta nomina è emersa nel comunicato finale del Consiglio dei Ministri che si è riunito il giorno 5. Su proposta del Presidente del Consiglio (dov'è il CdA?), Mario Monti, è stato approvato il rinnovo del mandato del direttore generale della Banca d’Italia, Fabrizio Saccomanni, a seguito della deliberazione del Consiglio Superiore dell’Istituto di Via Nazionale, con decorrenza 2 ottobre 2012 e per un periodo di sei anni.

Ma come, allora la Banca ha potuto dire la sua, visto che si accenna al Consiglio Superiore della banca. Certo, ma è proprio questa la funzione del consiglio, ovvero l'indicazione del DG agli organi pubblici preposti. C'è un obbligo da parte del Consiglio dei Ministri di ascoltare le indicazioni del Consiglio Superiore? Assolutamente no!
C'è un obbligo di motivazione dell'atto? Essendo legato a ragioni squisitamente politiche, visto l'organo competente, di nuovo, assolutamente no!

Ma allora, quanto contano i partecipanti, se potrebbero vedersi sovvertita anche la decisione della scelta del DG, unico potere di un certo rilievo che lo statuto attribuisce loro? Per rispondere citerò il caro Keynes che ebbe modo di affrontare un discorso simile ai partecipanti privati della Bank of England: è un “caso di istituzione che teoricamente è di proprietà assoluta di alcune persone private” ma che “non vi è classe di persone nel Regno quanto i suoi azionisti cui il governatore della Banca d'Inghilterra pensi di meno quando decide circa la sua politica”. E considerate che là sono denominati proprio "azionisti", da noi quel termine sarebbe privo di significato, perché son già considerati in modo diverso.


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