16 febbraio 2013

Il giusto livello



Qual è il giusto livello di tassazione? Io è una vita che me lo chiedo. E ancora non sono riuscito a trovare una risposta esauriente. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza.

Innanzi tutto bisogna porre un'importante differenza tra ricchezza e reddito. Se io ho 100.000 Euro in banca (o una casa del valore equivalente), ho una ricchezza di 100.000 Euro. Questo non dice nulla sul mio reddito, cioé le mie entrate annue. Se il mio stipendio è di 20.000 Euro l'anno netto (per semplicità), il mio reddito sarà di 20.000 Euro.

Quindi io avrò una ricchezza di 100.000 Euro e un reddito annuo di 20.000 Euro. Il primo problema è tassare la ricchezza o il reddito?

La ricchezza produce molto spesso reddito: se ho 100.000 Euro in banca produrrà interessi attivi. Questi sono reddito e in quanto tali sono tassati (al 20%). Se sono proprietario di una casa potrebbe essere affittata e l'affitto sarà tassato in maniera ordinaria o geniale (con la cedolare secca).

Esempi sono: ho uno stipendio e questo è tassato con l'IRPEF(tassa sul reddito). Ho un terreno incolto e questo è tassato con l'IMU (tassa sulla ricchezza, altrimenti detta patrimoniale).

Ma non finisce qui, anzi, inizia qui.

Lo stato tassa il consumo di beni e servizi (l'IVA), il reddito prodotto dalle società di capitali (l'IRES), i trasferimenti di ricchezza e patrimoni (imposta di registro), la produzione di materie prime (accise), tassa la produzione in maniera cervellotica (l'IRAP), per proseguire con tutta una serie di balzelli come l'imposta di bollo, o legate al medioevo come l'imposta sulla pubblicità o sulle insegne e così via.

Secondo come assortiamo in ampiezza e profondità questo mix di tasse e imposte, otteniamo effetti profondamente diversi sulla società.

Innanzitutto è giusto tassare progressivamente il reddito: se ho un reddito di 10.000 Euro e mi tassano al 10% è già tanto perché con 9.000 Euro l'anno non ci campo, ma le cose cambiano molto se ho ad esempio 100.000 di reddito o 10 milioni.

Se però ho 10 milioni di reddito fino a quanto mi posso spingere a tassare il ricco di turno? il 43% (come attualmente in Italia) o anche il 60%, perché tanto gli rimarranno sempre 4 milioni per vivere?
E riuscirò poi a tassarli sul serio queste cifre come in Francia sta tentando con molti tentennamenti Hollande?

I ricchi come minimo tenteranno di fuggire oltre confine, come insegna Depardieu e la flotta di francesi che si è trasferita in Belgio.

Gli Stati Uniti, in maniera molto pragmatica, hanno scelto una strada molto differente, partendo dalle teorie di Laffer con la famosa curva, la cui teoria non condivido minimamente (per dirla alla Stiglitz è una "una teoria scarabocchiata su un foglio di carta"), hanno deciso di tassare al minimo i redditi e i patrimoni, con conseguente contrazione dei servizi resi dallo stato, puntando moltissimo sul recupero con le imposte indirette (l'IVA).

Il concetto è molto semplice: si tassano poco i redditi, ma molto di più i consumi e siccome i ricchi consumano molto più dei poveri, recupero una parte del gap di tassazione. Una parte, ovviamente, non tutto: se voglio sanità, scuola e trasporti gratuiti (o quasi) dubito fortemente che tale gap sia colmabile solo con le imposte indirette.

Inoltre le imposte indirette hanno il difetto di essere molto poco progressive.

Io da parte mia nel mix di tasse eviterei una imposta patrimoniale o soluzioni alla Hollande, anzi, io abbasserei le aliquote massime dell'IRPEF. Però per correggere la mancanza di progressività introdurrei una aliquota (Europa permettendo) IVA sui beni di lusso del 35%.

Se compro una Ferrari, potrò ben permettermi di pagare qualche euro in più di IVA allo stato, no?

7 commenti:

  1. europa permettendo perché c'è una sorta di accordo per l'armonizzazione, vero? Però i beni di lusso dovrebbero potersi tassare di più.

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  2. "I ricchi come minimo tenteranno di fuggire oltre i patri confini, come insegna Depardieu e la flotta di francesi che si è trasferita in belgio."


    Ma artisti come Depardieu non fanno testo, visto che un attore( idem per registi, musicisti, cantanti,sportivi ecc..) può fare il suo mestiere ovunque sia apprezzato il suo talento, mentre un imprenditore che ha il suo "core business"in un determinato luogo, non può fuggire da nessuna parte!

    Per esempio prendi uno come Berlusconi, che ha quasi tutte le sue fonti di reddito in Italia(e non è certo l'unico, credo che la maggioranza dei ricchi si trovi in una situazione simile), o ricostruisce partendo da zero una nuova attività all'estero(cosa difficile, nel suo caso praticamente impossibile!), oppure deve per forza adeguarsi a un'irpef più salato sui super redditi, non ha scelta.
    Mentre l'IVA su macchinoni, yacht e beni di lusso vari, è molto ma molto più facile da evadere, basta intestare tutto a società fittizie!

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    1. D'accordo con Andrea, anche se il post mi sembra interessante

      io sono per soluzioni alla Hollande, ma anche per soluzioni alla William (la super-iva sui beni di lusso), che infatti accoppiate insieme sono la soluzione Vendola che io infatti ho votato (all'estero si vota prima)

      riuscito a rimettere la connessione in spagna finalmente!!

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    2. bentornato tra noi, Vx

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  3. william, io ho sempre qualche dubbio su queste statistiche

    prendiamo per es.gli USA: sanità, scuola, pensioni sono in gran parte privati. Lo stato paga (e finanzia con le imposte) la parte relativa ai dipendenti pubblici o a chi riceve assistenza dallo stato perchè anziano o povero, ma per il resto si tratta di servizi pagati dal singolo cittadino o dall'impresa che invece di versare imposte allo stato per ottenere un servizio, paga un'assicurazione privata o un fondo pensione

    tutto ciò distorce le statistiche: negli USA la sanità costa molto + che da noi in termini di spesa sanitaria come % del PIL ma risultando in gran parte una spesa privata, la tassazione USA è decisamente inferiore alla nostra e quelle statistiche finiscono per pagaronare cose decisamente diverse

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    1. Giustissima osservazione, parlare di tassazione "troppo alta" in assoluto, non ha senso. La tassazione va rapportata in base alla qualità e quantità di servizi che vengono offerti al cittadino!

      Altrimenti dire che le tasse sono troppe in senso assoluto, è come dire che 1000 euro per un PC desktop sono un furto!
      dipende dal PC, per un "entry level" con processore dual core di vecchia generazione è un furto, ma per un processore PENTIUM I7 di nuova generazione, con schede grafiche aggiornate, 1000 euro sono pochi!

      Così, nel caso italiano le tasse possono essere troppe in rapporto ai servizi( e qui bisogna aprire una parentesi a parte, perché il sistema sanitario italiano funziona mediamente bene, sicuramente molto meglio del sistema privato americano, mentre altri servizi, come la giustizia civile, lasciano parecchio a desiderare!) , ma parlare di troppo senso assoluto, non ha senso!

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