13 novembre 2013

Carceri chiuse

Qualche settimana fa il Presidente della Repubblica, in visita al carcere di Poggioreale, ha chiesto al mondo politico di prendere in considerazione l'ipotesi di amnistia. Le sofferenze dei detenuti, stipati in celle destinate a contenere meno persone di quante ve ne sono davvero, rischiano di far ocndannare l'Italia in sede europea.

I detenuti possono chiedere un risarcimento per il solo fatto di essere in carcere. Lo Stato prima o poi viene condannato a pagare. Di qui la richiesta di Napolitano, a cui si oppongono molte forze politiche, preccupate di non perdere voti.

Già perchè gran parte degli italiani pensa che chi sbaglia deve andare in prigione, senza se e ma, e non si cura di capire perchè si finisce in carcere nè delle conseguenze delle carcerazioni.

Pochi giorni fa invece arriva la notizia, ripresa dal Corriere (vedi qui), che in Svezia ci sono troppe carceri. La popolazione carceraria sta diminuendo ad un tasso dell'1% all'anno e con sempre più celle vuote, le autorità hanno deciso di chiudere alcune carceri.

Secondo la giornalista del Corriere non si sa il perchè ciò accada.

Invece una spiegazione c'è. Ce la offre una nostra vecchia conoscenza, il libro La misura dell'anima (ve lo ricordate? che per chi non l'avesse letto ora è disponibile anche in versione economica - vedi qui).

Il capitolo 11 è intitolato Incarcerazione e punizione, e si spiega ad esempio che i paesi con maggiori disuguaglianze di reddito sono anche i paesi in cui ci sono più detenuti in rapporto alla popolazione, ma anche quelli più punitivi.

E viceversa, naturalmente. La Svezia appartiene al gruppo dei paesi con meno disuguaglianze, meno carcerati e un maggior ricorso a pene alternative.

Per questo le prigioni restano vuote e alla fine si razionalizzano, chiudendone alcune.



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