26 aprile 2012

Il default


Ultimamente leggo su blog e giornali più di un richiamo all'uscita dall'Euro, al ritorno alla lira e al default. In buona sostanza c'è in giro chi crede che dichiare fallimento sarebbe la panacea di tutti i mali.
La logica su cui si basano questi ragionamenti è semplice: spendiamo circa 80 miliardi di euro in interessi passivi, quindi non pagandoli più ci sarebbero abbastanza soldi per tutto.

Io non credo che sia tutto così semplice e provo a dipingere uno scenario possibile.

L'Italia dietro la spinta di movimenti che predicano l'autarchia monetaria decide che da oggi, 31 Dicembre 2012, il debito pubblico non sarà più rimborsato e di conseguenza non saranno più pagate cedole di interessi a nessuno e di conseguenza il debito pubblico è azzerato.

Ops, in realtà non è azzerato, perchè il debito pubblico non è composto solo da titoli di stato, come si può vedere qui, inoltre nel debito pubblico non rientrano i debiti verso le aziende e altre voci, come si può vedere qui su Wikipedia.

Quindi in realtà non sarebbe proprio azzerato, ma rimarrebbe su una cifra vicino a circa 400 miliardi di Euro, diciamo circa il 25% del PIL che a un tasso passivo medio del 4% genererebbero circa una quindicina di miliardi di euro di interessi passivi. Una bazzeccola rispetto ai numeri odierni. Inoltre i pagamenti di stipendi pubblici e pensioni sarebbero pagati dal consistente avanzo primario di bilancio.

Ma...

Le conseguenze non sarebbero proprio piacevoli.

Innanzi tutto gli Euro che le banche hanno preso all'1% dalla BCE sono stati usati quasi esclusivamente per comprare titoli di stato, quindi tutte le banche italiane sono sature di BOT, CCT e simili. Quindi il default italiano farebbe istantaneamente fallire tutte le maggiori banche italiane, buona parte di quelle europee e metterebbe in seria difficoltà le banche di mezzo mondo.
E non solo le banche, anche assicurazioni, fondi immobiliari, consorzi di garanzia, casse di previdenza e simili potrebbero fallire, in quanto obbligate a detenere come riserva titoli pubblici.

Quindi fallendo le banche sfumerebbe qualunque risparmio detenuto in quelle banche: in un caso del genere non ci sono fondi di garanzia statale sui depositi che tengano.

A questo punto la liquidità sparirebbe: nessuno depositerebbe mai più nulla in banca, le banche non avrebbero più nulla da prestare (quelle rimaste). Dopo le banche toccherebbe alle imprese con una conseguente caduta verticale del PIL: niente più tasse, pensioni e stipendi pubblici. Per non parlare di disoccupazione e fuga di qualunque capitale o investimento dall'Italia.

E a questo punto diventa difficile fare previsioni: nessun governo sensato arriverebbe mai a questo punto, ma a un certo punto, come in Argentina, inizierebbe a stampare moneta propria (la lira) convertendo i vecchi titoli di stato con la nuova valuta in proporzione variabile. E a questo punto saremmo tornati daccapo: vecchio debito, vecchi interessi e una moneta svalutata.

Ci pensi per bene chi profetizza ipotesi senza vagliarne bene le conseguenze!

14 commenti:

  1. e non pensiamo che l'argentina ha fatto bene

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  2. quando in giro incontri uno che invoca il default, prima gli dici che è deficiente, poi gli spieghi il perché...

    Ti diranno che sei maleducato, per quanto non sia reato quel termine? Pace, tu gli ricordi che parlare con la testa vuota è maleducato forse di più che parlare con la bocca piena ;)

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  3. ok il default non è una strada percorribile.
    Alternative?
    Che ne dite di smettere di emettere buoni (ciao spread), posticipando il pagamento di quelli in scadenza, vendere 3-400 miliardi di asset, dimezzare la spesa pubblica e le tasse e "vedere che effetto che fa?"

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  4. Non c'è un solo - e dico uno solo - economista che sostenga queste tesi.
    Eppure non faccio altro che leggere certe amenità sul sito di Beppe Grillo e ultimamente anche a sentirle in qualche programma televisivo.
    E non c'è nessuno che spieghi quali sarebbero le conseguenze e nessuno che dica chiaramente che il dopo fallimento non porterebbe affatto occupazione e crescita perché nessuno vorrebbe più avere a che fare con noi per un bel pezzo!

    Certo è molto bello e rassicurante sentirsi dire: "Cancelliamo il debito pubblico e ripartiamo da zero"!

    La nostra generazione è letteralmente cresciuta con lo spettro del debito, come la precedente è invecchiata con l'ombra della guerra fredda.

    Quindi quando qualcuno arriva e dice:" cancelliamo tutto!"
    Le reazioni sono: evviva, è arrivato il salvatore! Chi ha dato ha dato, chi avuto ha avuto e siamo pari e patta!

    Bene, non funziona così: sappiatelo. I debiti, prima o poi, si pagano! E i conti alla fine prima o poi si fanno, e comunque sono sempre meno dolori che fallire e sbancare!

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  5. certo facilissimo dimezzare la spesa pubblica... idee?

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  6. si consiglia comunque la lettura di qualche dato http://econoliberal.blogspot.it/2011/08/spesa-pubblica-e-illusioni-liberiste.html

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  7. "Non c'è un solo - e dico uno solo - economista che sostenga queste tesi.". C'è la napoleoni, Viale, diciamo che sono degli pseudoeconomisti.

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    1. la napoleoni è molto pseudo e molto poco economista...

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  8. Che poi anche il paragone con l'Argentina è ridicolo. Male che vada in Argentina hanno le materie prime e le esportano. Noi invece abbiamo l'industria pesante (poca), il settore manifatturiero e il turismo. Con un fallimento, rimarrebbe in piedi solo quest'ultimo.

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  9. Alle aste dei titoli di Stato partecipano solo Operatori specializzati in Titoli di stato nominati dalla dott Bonfrate e indicati da Bankitalia perchè sono solo banche. Quindi il Debito pubblico è solo verso le banche, che creano il denaro ex nihilo, che poi rivendono in parte a privati cittadini o a Bankitalia (le banche private fanno da foglie di fico).
    Se la Sovranità monetaria tornasse nelle mani dello stato (come da art 1 della Costituzione) questo problema non esisterebbe perchè non avremmo un Debito pubblico verso banchieri privati ma lo Stato creerebbe la moneta di cui necessita e necessitano i cittadini priva di Debito.
    La moneta di per se non ha valore è solo uno strumento per permettere lo scambio di beni e servizi nello spazio e nel tempo che con il baratto non sarebbe possibile
    Questo a Economia e commercio non me lo hanno mai detto!!!

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  10. Se tornassimo alla lira non avremmo nessun beneficio perchè lo Stato si dovrà sempre indebitare con una banca privata, Bankitalia.
    Dovremmo uscire dall'euro e applicare la legge 262/2005 art 19 c 10 in cui era previsto il ritorno di Bankitalia nelle mani dello Stato.
    Solo così sarà azzerato il Debito pubblico. Non è poi così difficile!!!

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  11. certo... le banche comprano titoli e poi li tengono lì... come no? mai nessuna banca ha comprato un titolo per conto della clientela e nessun cittadino possiede titoli di stato perchè solo le banche possono comprarle... l'ha detto pure Renzo Bossi dopo essersi laureato a sua insaputa...

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  12. leggere certe assurdità da uno che dice d'aver studiato economia e commercio mi vengono i brividi....poi dicono "manca cultura economica", per forza se i laureati sono a questo livello dimmi te....

    (poi detto fra noi...se non te l'hanno mai detto ad economia e commercio....sarà mica perchè non è vero?)

    volevo fare una pausa che non ce la facevo più ma dopo aver letto questo mi rimetto a studiare, se s'è laureata gente così posso farcela anch'io! Grazie shining m'hai ridato un po' di fiducia!

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